Self-leadership e automotivazione: skills da sviluppare

Self-leadership e automotivazione: skills da sviluppare

 

Il concetto di leadership è diventato molto popolare. Puoi trovare decine di migliaia di libri che offrono consigli su come diventare un leader migliore. Al contrario, la self-leadership è stata affrontata con meno interesse.

Perché c’è questa discrepanza di popolarità nel trattare tematiche profondamente connesse? La risposta è semplice: gestire sé stessi è molto più impegnativo che gestire gli altri.

Secondo Warren Bennis, studioso ed esperto americano, autore del libro “Becoming a Leader”, la leadership è dare agli altri il potere di essere migliori: influenzare le persone e massimizzarne gli sforzi, per raggiungere insieme un obiettivo comune.

Ma come possiamo guidare gli altri se non siamo in grado di governare noi stessi? La self-leadership, alimentata da una forte automotivazione, è la chiave per coltivare la capacità di essere leader in modo efficace.

 

Cos’è la self-leadership

 

La self-leadership è la capacità di saper osservare e gestire sé stessi, per guidarci con dolcezza, umiltà e compassione, sia nel lavoro che nella vita privata.

Siamo abituati alla falsa credenza che il leader sia una figura priva di emozioni, che impone delle linee guida da seguire. Lo identifichiamo nel CEO di turno: ricco e di successo. Questo avviene perché viviamo in una società che predilige la materialità, lasciando in secondo piano gli aspetti umani della leadership: psicologici, cognitivi, emotivi e spirituali.

Eppure, il “sé” è il tuo centro interiore, e possiede tutte le qualità necessarie per permetterti di essere un vero leader, colui che sa ascoltare e comprendere gli altri.

L'obiettivo della self-leadership è aiutarti a riconoscere le tue sfaccettature, tendenze e condizionamenti, per fare in modo che il tuo “sé” emerga: connesso con la realtà, consapevole e presente, calmo e centrato.

Per muovere i primi passi nella self-leadership è necessario affrontare un concetto che ne caratterizza l’essenza: l’intelligenza emotiva.

 

Coltivare l’intelligenza emotiva per essere un vero leader

 

L’intelligenza emotiva è un’abilità potente, perché ti consente di comprendere, usare e gestire con consapevolezza le tue emozioni e quelle degli altri.

Come sottolineato da David Goleman, psicologo e autore di fama internazionale, nonché ideatore della teoria dell’intelligenza emotiva, le persone competenti sul piano emozionale sono avvantaggiate in tutti i campi della vita.

Goleman ha identificato 5 caratteristiche che i manager dovrebbero sviluppare per essere dei leader di successo:

 - Autocoscienza – tutte le altre caratteristiche dell'intelligenza emotiva dipendono da questa. La capacità di focalizzare l'attenzione sul proprio stato emotivo, elaborarlo e riutilizzarlo per compiere azioni consapevoli, determina il tuo potenziale di self-leadership.

 - Autoregolazione – scegliere quale emozione “ascoltare” in un determinato momento, richiede molta pratica, ma padroneggiarla vuol dire saper gestire appieno le proprie reazioni emotive.

 - Automotivazione – ti permette di perseguire i tuoi obiettivi con energia e persistenza, a prescindere dalle ragioni economiche o dagli ostacoli che puoi incontrare nella tua strada. Questo processo richiede la capacità di lasciare andare le emozioni negative e di utilizzare quelle utili al tuo obiettivo: ottimismo e fiducia. Un leader capace di sviluppare la propria automotivazione non teme il fallimento, perché sa che potrà trarne nuove conoscenze.

 - Empatia – sentire ciò che un'altra persona sta provando e saper cogliere la sua prospettiva. Ciò ti consente di comprendere il suo stato emotivo e di guidarla verso uno stato di positività e ottimismo.

 - Coltivare le relazioni – dimostrare interesse, rispetto e comprensione per lo sforzo degli altri, con l'obiettivo di ottenere un lavoro di squadra efficace.

Dunque, per i manager non è sufficiente avere un alto QI ed essere tecnicamente abili. Per riuscire a conquistare le menti e i cuori dei propri collaboratori è necessario essere anche emotivamente intelligenti: è questa l’essenza di una self-leadership efficace.

 

Self-leadership e automotivazione: le fondamenta della leadership

 

La self-leadership è un processo di osservazione e gestione dei propri pensieri, emozioni, azioni e comportamenti. Svilupparla richiede impegno e automotivazione: la chiave sta nell’allenare con costanza l'autocoscienza.

Riuscire a monitorare il tuo comportamento ti fornisce feedback interni, che ti consentono di influenzare positivamente le scelte e le azioni, per raggiungere i tuoi obiettivi.

Il ruolo della componente emotiva è fondamentale per liberarti dagli automatismi mentali che conducono a ricercare conferme di quanto già conosciamo, anziché stimolare una nuova interpretazione.

La self-leadership e l’automotivazione dovrebbero essere le fondamenta di qualsiasi programma di sviluppo della leadership.

Governare sé stessi ti permette di guidare gli altri con consapevolezza e di condizionare in positivo i tuoi collaboratori. Non a caso, favorire il benessere in azienda è una delle azioni essenziali per raggiungere i risultati di successo, ed è anche per questo che la figura del “Chief Happiness Officer (CHO)” (o Manager della felicità) sta trovando sempre più spazio nelle realtà imprenditoriali.

Se vuoi saperne di più sulla self-leadership, o partecipare al percorso formativo “Positive Organizations: come realizzare la felicità in azienda” (che ciclicamente proponiamo a manager e privati), contattaci senza impegno.


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Scritto da: Fabiola Giffoni


Coach e Formatrice specializzata in ambito business. Per Qsfera e per Studio Essepi affianca imprenditori e collaboratori per fare chiarezza sugli obiettivi del mangement, facendo emergere il potenziale degli stessi, per il raggiungimento di risultati personali e professionali.