Cultura del fallimento: come imparare dagli errori

Cultura del fallimento: come imparare dagli errori

 

La saggezza racchiusa nella cultura del fallimento è incontrovertibile. Eppure, fatichiamo a imparare dai nostri errori. O meglio, siamo consapevoli del fatto che dovremo evitare alcune azioni per non sbagliare ancora, ma non riusciamo a toglierci quell’alone di negatività che il fallimento alimenta in noi. 

La credenza che il fallimento sia sinonimo di incapacità e segni la fine delle nostre ambizioni è ampiamente diffusa, ma fuorviante. Fallire non è sempre un evento negativo. Certo, a volte lo è, mentre altre volte è semplicemente inevitabile. Tuttavia, molto spesso, può essere un segnale positivo. 

È vero, fallire non ti fa sentire bene. Siamo tutti d’accordo su questo. Ma il dolore che provi quando accade potrebbe segnare l'inizio di una storia ricca di grandi soddisfazioni. Vale la pena abbandonare le vecchie credenze culturali e le nozioni stereotipate che riguardano il successo, per abbracciare le lezioni che il fallimento può offrire.

Perché favorire la cultura del fallimento

Educare alla cultura del fallimento le persone che lavorano nella tua azienda, a tutti i livelli, è fondamentale per alimentarne la crescita continua. Seppur sempre vista con un accento negativo, la sconfitta ha un valore che non deve andare perso. Comprenderla e gestirla ci consente di crescere e costruire un’identità più forte, per essere in grado di preservare la nostra dignità e di ricominciare ogni volta.

Senza paura e più consapevoli di noi stessi.

Imparare dagli errori per affinare un’idea

Prima di tutto, imparare dagli errori è utile a perfezionare un’idea o un progetto. Dopotutto, gli errori possono essere di vario tipo e comprenderne l’origine è importante. È possibile sbagliare per assenza di informazioni o perché queste non siano abbastanza chiare. Oppure, l’errore può manifestarsi nella scelta del metodo applicato nel fare qualcosa, il quale ci impedisce di elaborare le informazioni disponibili nel modo corretto. E ancora, è possibile sbagliare perché abbiamo scelto obiettivi poco realistici da raggiungere.

In ogni caso, identificare i nodi ci ricorda di fare attenzione ai dettagli e a ponderare le scelte. In più, passo dopo passo, sia i successi che i fallimenti ci mostrano la strada per affinare il nostro progetto.

La cultura dell’errore per incoraggiare la creatività

La capacità di innovare è uno degli elementi cruciali per il successo di un’azienda, di una start-up o anche solo di un’idea. Per riuscirci è necessario “allargare lo sguardo”, cambiare prospettiva, osare qualcosa che non si è mai fatto. Rischiare di sbagliare, appunto, con la consapevolezza di poter imparare dagli errori.

Anzi, molto spesso, restiamo incagliati nelle soluzioni che funzionano solo perché rappresentano una zona di comfort che non vogliamo lasciare. In questo modo, perdiamo la possibilità di esplorare nuove strade che potrebbero invece rivelarsi più efficaci. Ecco perché la frase “Abbiamo sempre fatto così” è spesso quella presente sulla lapide delle aziende che non hanno saputo abbracciare la cultura del fallimento.

Il valore della sconfitta per promuovere la collaborazione

Saper costruire un ambiente di lavoro che riconosca il valore della sconfitta è un aspetto cruciale per qualsiasi azienda: elimina le forme più bieche di competizione, mentre promuove una collaborazione consapevole che sa riconoscere nell’altro, e nel gruppo, vulnerabilità da sostenere e capacità da valorizzare, senza temere gli errori.

La cultura del fallimento nelle aziende

Sebbene in Italia ci siano ancora delle resistenze verso la cultura dell’errore, per un leader positivo diventa sempre più importante riconoscere il valore del fallimento. Sa che può diventare una leva per incoraggiare un atteggiamento imprenditoriale anche da parte degli stessi dipendenti. 

Un buon leader sa che è strategicamente importante essere in grado di ridurre al minimo gli effetti negativi di un errore e massimizzare, invece, gli effetti positivi dell’apprendimento che ne scaturisce. Promuovere una cultura del fallimento, in cui le persone si sentano libere di sbagliare, incoraggia l’azione, facilita la condivisione di idee e promuove l’innovazione. 

Sbagliando, s’impara: quante volte lo abbiamo sentito ripetere. 

Perché sia davvero così, è tuttavia fondamentale creare un ambiente scevro da giudizi. La paura di fallire e di essere biasimati rischia di essere paralizzante e di non consentire al tuo team di ammettere e risolvere l’errore, con naturali conseguenze sui risultati del lavoro. 

Inoltre, le aziende che demonizzano gli errori corrono il grosso rischio che i dipendenti evitino di manifestare esigenze di formazione o conoscenza. Di conseguenza, tali lacune emergono troppo tardi. Di fatto, la mancanza di esperienza può essere una preziosa occasione di crescita e va quindi espressa e valorizzata.

Un ambiente aziendale costruttivo fa della cultura del fallimento uno dei suoi pilastri. Non solo, riconosce la possibilità di sbagliare, ma fornisce ai dipendenti gli strumenti per analizzare gli errori per stimolare l’apprendimento. In più, il leader è in grado di riconoscere le imperfezioni e può organizzarsi per colmare le lacune, attraverso una formazione e un’analisi continua.

Un esempio concreto? Iniziare a evidenziare non solo le best practice aziendali, ma riportare, di tanto in tanto, anche le bad practice riscontrate, per condividerne gli insegnamenti. Ma anche per incentivare la collaborazione e il supporto reciproco.

Cosa fare in caso di fallimento

A questo punto, è chiaro quanto sia importante disfarsi della paura del fallimento. Vediamo quindi cosa fare per affrontare un errore. Se vuoi evitare di sbagliare ancora e acquisire una più forte consapevolezza, non puoi sfuggire a una riflessione approfondita, talvolta faticosa ed emotivamente provante, ma indispensabile.

Senza dubbio, l’ultima cosa utile è abbattersi e farsi prendere da pensieri negativi. Bisogna imparare a guardare il quadro completo e soprattutto andare oltre. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi, vero?

Ma ci sono dei passi da seguire affinché l’errore diventi occasione di crescita. Alcuni di questi sono più introspettivi e riguardano la capacità di riflettere su sé stessi, mentre altri sono analitici e attinenti all’analisi del progetto o dell’azione.

Riconoscere lo sbaglio

La prima cosa da fare è ammettere di aver sbagliato. Tentare di nascondersi può solo peggiorare le cose. Vale la pena superare orgoglio e paura del giudizio. Talvolta, può essere ancora più complicato indagare le cause del fallimento, soprattutto quelle più intime: cosa, dentro di noi, ci ha portato a sbagliare?

Richiede profonda consapevolezza, attenzione a ognuno dei nostri passi e anche alle nostre emozioni. Tuttavia, riflettere e darsi anche delle risposte difficili è cruciale per andare avanti e rendere il fallimento un’occasione di crescita.

Se c’è da chiedere scusa, non tirarti indietro. È un gesto di grossa maturità e consapevolezza. Le persone apprezzeranno il tuo coraggio e la tua lealtà. Che si tratti di un rapporto di lavoro o personale, la relazione diverrà più forte.

Analizzare il progetto o l’azione

Una volta ammesso lo sbaglio, per costruire una forte cultura del fallimento, è determinante capire cosa sia andato storto, valutare il contesto, le scelte e le azioni intraprese. Alcune domande possono aiutare a riflettere:

  - Cosa stavo cercando di fare?
  - Cosa non ha funzionato?
  - Quando le cose sono andate storte?

A tale scopo, può essere utilissimo prendere le distanze sia in termini di tempo che di prospettiva. Per esempio, aspettare alcune settimane ti consente di fare una sorta di reset e valutare poi il tutto con maggiore oggettività. Allo stesso modo, fare un passo indietro e cambiare prospettiva ti aiuta a guardare le cose da un altro punto di vista. 

Con questi piccoli accorgimenti, sarà più facile analizzare il tuo progetto o la tua idea. 

Mettere in pratica

A questo punto, si tratta di mettere in pratica quello che hai imparato. Potrebbe richiedere del tempo. Talvolta, si tratta proprio di disinnescare un comportamento automatico di cui non eri consapevole.

Inoltre, disimparare può essere più difficile di quanto non lo sia imparare da zero. Dunque, servono costanza e impegno. Ma è possibile cambiare un atteggiamento, una pratica o una strategia, basta volerlo e comprendere le strategie migliori per farlo.

Come il coaching può aiutarti a comprendere e sfruttare la cultura del fallimento

La cultura del fallimento dovrebbe essere compresa e valorizzata. Ma è difficile anche solo riuscire a proporla in azienda. Dopotutto, non è un approccio a cui siamo abituati. La logica ci dice: quella persona è di successo, quest’altra è una fallita. Guardiamo al risultato e non alla strada percorsa per raggiungerlo.

Un percorso di business coaching puoi far emergere e allenare le tue abilità nel saper riconoscere il valore degli errori. Puoi abbandonare la paura di sbagliare e capire come estrapolare dai fallimenti l’insegnamento che saprà condurti al successo.

Qsfera si avvale di Coach qualificati che possono seguirti con profonda sensibilità e aiutarti a sviluppare il tuo potenziale. Contattaci senza impegno e scopri cosa possiamo fare insieme. Definiremo un percorso di coaching perfetto per le tue esigenze.

 

 

  fabiola-giffoni-q-sfera  

Scritto da: Fabiola Giffoni


Coach e Formatrice specializzata in ambito business. Per Qsfera e per Studio Essepi affianca imprenditori e collaboratori per fare chiarezza sugli obiettivi del mangement, facendo emergere il potenziale degli stessi, per il raggiungimento di risultati personali e professionali.