Come sviluppare il pensiero critico in azienda

Come sviluppare il pensiero critico in azienda

 

Il pensiero critico è una delle competenze più ricercate dai recruiter. È un processo di analisi delle informazioni che ti consente di rispondere nel modo migliore alle sfide quotidiane. Attraverso l’osservazione, l’esperienza e la comunicazione con gli altri, puoi prendere decisioni informate che producono soluzioni positive.

A differenza di quanto potresti pensare, il “critical thinking” non è un’abilità innata. Con costanza, un adeguato percorso formativo e il supporto di un coach esperto, tutti possiamo diventare degli ottimi pensatori critici ed essere più efficienti sul posto di lavoro.

Tuttavia, per riuscire in questo intento, è necessario scardinare gli schemi mentali limitanti e valutare ogni situazione con obiettività e adattabilità. Vediamo insieme come sviluppare il pensiero critico in azienda e trasformarlo in un punto di forza per il successo della tua attività.

Pensiero critico: cos’è e perché è importante nel lavoro

I pensatori critici sono persone molto richieste sul posto di lavoro perché le aziende hanno sempre bisogno di soluzioni migliori per vincere le loro sfide. Ma cos’è esattamente questa abilità così importante?

Secondo il pedagogo americano Robert H. Ennis, il pensiero critico è “un pensiero razionale e riflessivo focalizzato a decidere cosa pensare o fare”. Questo vuol dire che l’approccio critico alla gestione dei tuoi pensieri ti permette di analizzare in modo più oggettivo situazioni, dati, esperienze e informazioni.

L’obiettivo è quello di non lasciarti influenzare da stereotipi, pregiudizi e preconcetti, per affrontare una sfida osservandola da più punti di vista. È così che puoi considerare con lucidità ogni variabile e trovare la soluzione migliore.

Sono 2 gli elementi principali da prendere in considerazione per comprendere come sviluppare il pensiero critico in azienda:

 - oggettività – dovresti mettere da parte ogni tipo di emozione, bias cognitivo o conoscenza acquisita, per evitare di restare intrappolato in un giudizio limitante. Basa la tua analisi sulla mera raccolta di dati e informazioni, approfondendo sempre i fatti;
 - adattabilità – lavori da solo o in gruppo? La decisione da prendere dipende solo da te o da tutto il team? Quali sono le tempistiche e quali risorse hai a disposizione? Questi sono esempi di fattori che dovrai considerare per adattarti alla situazione e affrontarla al meglio.

L’importanza del pensiero critico in azienda è dunque intuibile e innegabile. Saper analizzare in maniera pragmatica e riflessiva, vagliando ogni possibile scenario, è ciò che più di ogni altra cosa condurrà al successo la tua azienda. Non è un caso se, tra le 10 competenze del futuro, il critical thinking è considerato al primo posto (Fonte: World Economics Forum).

 Ma qual è il processo che può portarti a sviluppare un pensiero critico vincente?

Il processo del pensiero critico

Lo scopo del pensiero critico è quello di elaborare una soluzione ottimale che risulti utile anche nel lungo periodo. Per acquisire, allenare e valutare le tue capacità di senso critico, oppure quelle dei collaboratori, è necessario implementare un processo in 4 fasi misurabili.

1) Analisi

La fase di analisi del pensiero critico è quella più pratica. Qui si va a definire qual è il problema e a raccogliere dati e informazioni su cosa l’abbia causato. È una vera e propria ricerca per ottenere tutti gli elementi che lo riguardano, tenendo solo quelli realmente utili a trovare una soluzione efficace.

 2) Ragionamento

Il secondo step è quello del ragionamento. Una volta acquisito tutto il materiale e le indicazioni necessarie, è tempo di valutarle per identificare la soluzione più adeguata tra quelle possibili. Ricordati che proprio in questa fase dovrai guidare le tue scelte in assenza di pregiudizi o schemi mentali.

È bene specificare una cosa. Per quanto il pensiero critico sia razionale, non significa che non sia anche creativo. Anzi, è proprio il fatto di eliminare le “barriere” culturali, personali e le distorsioni cognitive, che permetterà di ragionare fuori dagli schemi e vedere scenari che altrimenti non avresti mai preso in considerazione.

3) Comunicazione

Soprattutto all’inizio, uscire dalle proprie convinzioni potrebbe essere complesso. Ascolto empatico e lo scambio di feedback con altri membri del team, potrebbero facilitare questa fase. Osservando la realtà da altri punti di vista, eviti di ragionare per analogie.

Tra le varie idee proposte, poi, potrai cogliere quella in grado di risolvere il problema e stilare un piano per attuarla.

4) Valutazione

Una volta concretizzata la soluzione, è tempo di monitorare i risultati. Sono vicini a quelli attesi? Il problema è stato effettivamente risolto? La valutazione dei dati è una fase altrettanto importante e da non sottovalutare. Non solo dà la possibilità di capire l’efficacia delle scelte compiute, ma permette di identificare altre modalità per migliorarle ulteriormente.

Come sviluppare il pensiero critico: aspetti su cui lavorare

Come abbiamo detto, il pensiero critico non è un’abilità innata. Certo, qualcuno potrebbe essere più portato, ma tutti, con un po’ di allenamento, possono raggiungere grandi risultati.

Se vuoi sapere come sviluppare il pensiero critico, ecco alcuni aspetti dai quali partire per allenarti nell’essere un pensatore critico migliore:

  - aumenta le tue conoscenze – più nozioni apprendi, non solo inerenti al tuo lavoro, maggiori saranno gli strumenti a disposizione per poter vagliare le possibili soluzioni;
  - conosci te stesso e i tuoi bias – in questo caso, per bias cognitivi intendiamo tutte quelle distorsioni che ti portano a giudicare una cosa solo dal tuo unico punto di vista. Questi bias sono alimentati e influenzati dalle esperienze passate, dalla famiglia in cui sei cresciuto, dalla società, ecc. dando forma a pregiudizi, preconcetti, schemi mentali e generalizzazioni. Se impari a riconoscerli, puoi neutralizzarli e analizzare le situazioni in modo più critico;
  - favorisci il confronto – se sei a capo di un team di lavoro, le idee creative arriveranno da persone con diverse peculiarità, quindi ascoltale e coinvolgile tutte. È un ottimo modo per comprendere i loro punti di vista e individuare più facilmente i tuoi bias cognitivi;
  - verifica le fonti – la fase di analisi è proprio la prima del processo, ed è fondamentale per capire quali informazioni siano davvero utili e quali no. Dunque, verifica le fonti, per appurare se i risultati ottenuti emergono da un pensiero critico, oppure c’è qualcosa di esterno che li ha influenzati;
  - elimina le analogie – un detto inglese dice “old ways don’t open new doors”, continuare a ragionare nello stesso modo non ti farà arrivare a risultati diversi. Evita quindi di riproporre analogie. Sii invece di mente più aperta, pronto ad accettare visioni diverse dalla tua, a chiedere consigli e a incoraggiare i confronti.

 

Costruisci il pensiero critico nella tua azienda e prendi decisioni di successo

È più di una soft skill desiderabile. Sapere come sviluppare il pensiero critico vuol dire stringere fra le mani la chiave per l'innovazione e la risoluzione dei problemi. Puoi contare su una competenza preziosa che, se coltivata sul posto di lavoro, può aiutare le persone e i team a superare le sfide e raggiungere gli obiettivi aziendali.

Sebbene non esista “schiocco di dita” che possa aumentare il pensiero critico all’improvviso, specifiche attività combinate possono alimentarlo con efficacia. Quando crei una cultura che promuove e valorizza il pensiero critico in azienda ne vedrai i risultati in breve tempo.

Se vuoi approfondire questa tematica ed esercitarti a trovare sempre nuove idee per le tue sfide quotidiane, scopri il nostro corso di Lateral & Critical Thinking e affidati a coach professionisti per potenziare il tuo pensiero critico e individuare le migliori soluzioni per ogni occasione.

Contattaci senza impegno: siamo a disposizione per aiutarti a diventare un eccellente critical thinker.

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Scritto da: Fabiola Giffoni


Coach e Formatrice specializzata in ambito business. Per Qsfera e per Studio Essepi affianca imprenditori e collaboratori per fare chiarezza sugli obiettivi del mangement, facendo emergere il potenziale degli stessi, per il raggiungimento di risultati personali e professionali.