Le caratteristiche di un leader negativo

Le caratteristiche di un leader negativo

 

La leadership non è facile. Se hai già lavorato per qualcun altro, è probabile che tu abbia un’idea di quali siano le caratteristiche di un leader negativo. Potresti aver pensato che fosse facile fare meglio. Ma mettere in pratica intenzioni e parole è molto complicato. Più di quanto immagini.

Ritrovarti a guidare un team di lavoro può essere impegnativo, in particolare se sei alla tua prima esperienza in un ruolo da leader. Pur non volendo, lo stress delle responsabilità, le difficoltà nel sapere come comprendere le persone e i possibili imprevisti nella gestione del gruppo, possono indurti a comportamenti che invece dovresti evitare. Accade senza che te ne renda conto.

Dunque, apprendere come essere un leader positivo è cruciale per creare un team coeso dove tutti riescano a esprimere al massimo il proprio potenziale. Ma è anche vero che dovresti saper riconoscere i comportamenti da evitare, per eliminarli prima che influiscano sulle performance dei tuoi collaboratori.

Se sei in una posizione di leadership e vuoi migliorare le tue capacità per gestire al meglio la tua squadra di lavoro, presta attenzione a questi tratti comuni in un leader negativo.

Chi è un leader negativo e quali sono le sue caratteristiche?

La parola leader ci fa subito pensare a una persona positiva. Leader è colui o colei che guida un gruppo, giusto? Quindi, tendiamo a dare per scontato che abbia tutte le caratteristiche per farlo nel migliore dei modi. Tuttavia, non è sempre vero. Così come c’è il leader positivo, c’è il leader negativo.

Qual è la differenza? Magari entrambi raggiungono buoni risultati, ma un leader negativo agisce generando intorno a sé demotivazione e malcontento. Crea ambienti di lavoro tossici, dove sono la paura e lo stress a tenere in tensione le persone.

In pratica, ci sono leader con scarse qualità di leadership, che si trovano a ricoprire un ruolo cruciale in azienda pur non essendo pronti. In questo modo, con il passare del tempo, finiscono per allontanare collaboratori e collaboratrici. Sono troppo concentrati sugli obiettivi e tralasciano tutto il resto. Dimenticano che intorno a loro ci sono delle persone, non delle funzioni da svolgere.

Cosa non deve fare un leader

Spesso le caratteristiche di un leader negativo vengono trascurate, sia a causa della sua posizione rilevante nell’azienda che per la capacità di raggiungere comunque i risultati. Questo è un errore che genera future complicazioni. Sapere cosa dovrebbe fare un vero leader consente di distinguere comportamenti positivi e negativi, limitare gli errori e acquisire consapevolezza degli aspetti in cui è possibile migliorare.

Il supporto professionale di un coach può portare notevoli vantaggi, poiché accompagna il leader verso la chiarezza necessaria a comprendere gli altri e a far emergere il proprio potenziale.

Ora, vediamo insieme 5 cose che un leader non deve fare. Potresti ritrovarti in alcune di queste. Se è così, sai che puoi migliorare le tue capacità e acquisire nuove competenze. Devi solo volerlo.

#1 Comunicare poco e male 

Una delle caratteristiche più importanti per un leader positivo è avere ottime capacità di comunicazione, a tutti i livelli. Si tratta di un aspetto essenziale per generare un’atmosfera sana e collaborativa. Un leader negativo tende invece a comunicare poco e male:

  - ignora conflitti nel team;
  - non ascolta i membri del gruppo;
  - non fa attenzione alle esigenze di ciascuno, incluse quelle legate alla vita personale;
  - critica apertamente, senza valutare l’opportunità del momento e dei modi;
  - non chiarisce gli obiettivi in modo efficace;
  - non incoraggia lo scambio e la condivisione di opinioni.

Dunque, un leader negativo è quella persona che non chiede mai come stai, oppure non si prende il tempo di ascoltare la tua risposta. In mancanza di rispetto e ascolto, le persone si sentono poco riconosciute e si distaccano dalla mission del team, in preda al risentimento.

#2 Non condividere mission e valori aziendali

La comunicazione riguarda anche mission e valori aziendali. I membri del tuo team vogliono uno scopo e cercano in te ispirazione. Non dedicare tempo per comunicare la mission aziendale significa lavorare con un gruppo di persone poco consapevole e coinvolto. Questo aspetto, che potrebbe sembrarti irrilevante, finisce per minare la dedizione e l’efficienza del team stesso.

In più, se i tuoi dipendenti non conoscono i valori e la cultura dell’azienda, finiscono per trasmetterne verso l’esterno un’immagine alterata. E questa non è mai una cosa “sana” per la tua attività. Potenziali clienti e futuri collaboratori potrebbero farsi un’idea sbagliata e decidere di non voler lavorare con te.

#3 Non delegare o delegare solo compiti poco stimolanti

È vero, mollare certe responsabilità può essere complicato, soprattutto quando si ha a cuore un progetto. Tuttavia, se l’azienda cresce e le responsabilità aumentano, è difficile tenere tutto sotto controllo e garantire qualità e rapidità. Non delegare significa correre il rischio di diventare una specie di imbuto in cui certe decisioni si incastrano e rallentano.

Un atteggiamento simile consiste nell’assegnare a collaboratori e collaboratrici solo compiti noiosi, che richiedano un lavoro poco stimolante. Lasciano alla crescita professionale e alla creatività poco spazio, causando la perdita di motivazione.

Un leader positivo riconosce il talento di ogni persona nel suo team e, anzi, fa attenzione a valorizzare ognuno, perché sa che tutto il gruppo può trarne vantaggio. Invece, di solito, un leader negativo è geloso del proprio ruolo e teme che qualcun altro si prenda il merito di una buona idea o di un lavoro ben fatto.

#4 Non accogliere idee nuove

Tra gli ostacoli maggiori all’innovazione c’è l’attaccamento alla tradizione e alla propria posizione. Un leader negativo ha l’approccio del “si è sempre fatto così”. Per timore, o per una sorta di pigrizia, si oppone alle nuove idee e impedisce quindi la crescita aziendale.

Questa chiusura al cambiamento può essere molto dannosa per l’azienda, soprattutto in una società che muta di continuo. La verità è che anche il leader più competente può imparare qualcosa dal proprio team. È una persona talmente consapevole di sé e delle sue capacità, che non teme mai di ascoltare le idee degli altri, valutarle e valorizzarle.

#5 Avere la tendenza al micromanagement

Il micromanagement consiste nel desiderio di controllare e gestire tutto, anche il più piccolo compito. Un leader negativo vuole che tutto sia fatto a modo suo. Non rispetta la professionalità e l’esperienza del suo team, non lascia spazio al gruppo, perdendo occasioni preziose di miglioramento.

Naturalmente, questo atteggiamento determina un clima pesante, in cui collaboratori e collaboratrici si sentono continuamente sotto esame. Invece, un leader positivo ha fiducia nel suo team, incoraggia tutti a esprimere la propria opinione e a contribuire all’organizzazione del lavoro.

Abbandona le caratteristiche del leader negativo e fai crescere i tuoi collaboratori 

Comportarsi come un leader negativo può avere effetti devastanti per l’azienda. È chiaro che la posizione occupata non basta a essere una persona capace di guidare e ispirare gli altri. Si tratta di avere buona consapevolezza di sé e di tutto quello che possiamo fare per guidare il team e l’azienda. Soprattutto, un leader positivo sa di poter sempre imparare qualcosa e migliorare.

In Qsfera organizziamo percorsi formativi progettati per incontrare le tue esigenze di crescita personale e professionale. Per migliorare le tue competenze e guidare efficacemente gli altri, abbiamo organizzato un percorso base sulla Leadership positiva. È studiato per direttori generali, amministratori delegati, imprenditori, responsabili e nuovi leader che vogliono ottenere il massimo dal proprio ruolo e dalle persone con cui collaborano.

Contattaci senza impegno per saperne di più: inizia a percorrere la strada giusta per massimizzare il tuo potenziale e trasformarlo in una leva fondamentale per la crescita aziendale.

 

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Scritto da: Fabiola Giffoni


Coach e Formatrice specializzata in ambito business. Per Qsfera e per Studio Essepi affianca imprenditori e collaboratori per fare chiarezza sugli obiettivi del mangement, facendo emergere il potenziale degli stessi, per il raggiungimento di risultati personali e professionali.