Manager della felicità: dall'America arriva il Chief Happiness Officer

Manager della felicità: dall'America arriva il Chief Happiness Officer

 

Il Manager della felicità ha il compito di favorire il benessere in ambiente professionale, valorizzare e rendere soddisfatto e felice il personale d’azienda.

Si tratta di una figura presente già da diversi anni nelle grandi realtà aziendali degli Stati Uniti con il nome di Chief Happiness Officer (CHO), e che ora sta muovendo i primi passi anche in Italia.

Le finalità del suo operato si concentrano sul migliorare la qualità del contesto lavorativo, prendendo in considerazione la soddisfazione personale e professionale dei lavoratori: un fattore importante, che può condizionare sia il benessere dei soggetti coinvolti che i risultati dell’impresa stessa.

Vediamo, nel dettaglio, chi è il Manager della felicità e come può migliorare il clima aziendale.

 

Chi è il manager della felicità

 

Il Manager della felicità è tra le figure aziendali impegnate nella gestione del personale e propone un approccio mirato a creare un luogo di lavoro piacevole e di valore per le persone coinvolte.

Accanto alle attività di ricerca, selezione e gestione pratica delle posizioni lavorative, questa figura contempla aspetti maggiormente legati alla sfera emotiva e psicologica dei lavoratori, sviluppando strategie concrete per accrescere il loro grado di coinvolgimento con l'azienda.

Il suo obiettivo è rendere felici i dipendenti, occupandosi di attività quali:

 - fare da mediatore tra azienda e personale;

 - interpretare i bisogni dei lavoratori;

 - fare in modo che ciascuno si senta soddisfatto e appagato della propria posizione e della vita lavorativa in generale.

Non si tratta di un intervento saltuario, bensì di un percorso nel tempo, che il manager deve saper formulare e assecondare in base alle necessità e alle condizioni iniziali.

Il Chief Happiness Officer, in sostanza, può fornire soluzioni efficaci nella gestione delle risorse umane a tutte quelle aziende che puntano ad avere personale preparato e interessato a intraprendere un percorso di crescita e sviluppo (sia personale che dell’impresa stessa).

 

Chief Happiness Officer: di cosa si occupa

 

Il Chief Happiness Officer ha tra le priorità quella di creare un ambiente di lavoro positivo, in cui il personale possa sentirsi a proprio agio e valorizzato.

Quando una persona vive in un ambiente piacevole, può esprimere al meglio se stessa e le proprie doti, contribuendo in modo efficace allo sviluppo dell’impresa nel lungo periodo.

Ciò significa che buone condizioni lavorative sono in grado di incidere sulla produttività aziendale e sul mantenimento di alti livelli di performance aziendali. In concreto, il Manager della felicità agisce su diversi aspetti:

1. Si occupa del percorso individuale di ciascun lavoratore, elaborando un’analisi di carriera e programmando momenti formativi per potenziare le singole skills.

2. Attua al meglio i concetti dell’ergonomia per l’organizzazione di spazi e ambienti sani, ben illuminati e adatti al benessere del dipendente.

3. Include l’inserimento di strutture (biblioteche, ludoteche, palestre, ecc) che possano trasformare l’esperienza lavorativa in momenti di crescita personale e di gruppo.

4. Prevede spazi verdi, ove possibile, e aree confortevoli per il ristoro e relax.

Il CHO dedica molto tempo all’ascolto dei bisogni e delle esigenze delle persone che formano l’azienda, organizzando fasi di monitoraggio e di accrescimento del livello di motivazione e di soddisfazione tramite:

 - questionari

 - indagini aziendali

 - colloqui personali

 

Perché è importante la felicità in azienda

 

Il Welfare Aziendale passa attraverso la felicità d’impresa. Benefit e continui miglioramenti delle condizioni lavorative, infatti, motivano le persone ad agire con più impegno e responsabilità e, in definitiva, a partecipare in modo attivo all’evoluzione aziendale.

La felicità in azienda è importante per superare con maggior efficacia e determinazione i momenti di particolare intensità lavorativa, promuovendo una collaborazione proficua e continua tra colleghi e superiori.

Unire lavoro e felicità risulta essere, quindi, una scelta particolarmente indicata per tutte quelle realtà che vogliono avere:

 - stabilità;

 - crescita;

 - vantaggi competitivi.

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Scritto da: Fabiola Giffoni


Consulente per la formazione aziendale tramite analisi fabbisogni, progettazione ed erogazione corsi, amante del canto.


Ultima modifica il Martedì, 08 Maggio 2018